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venerdì, agosto 22, 2008

IL GENIO BARBONE: STORIA DI UNA STRAORDINARIA FOLLIA...


Charles Bukowski
Il cuore che ride

la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell'arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c'è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l'hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te

mercoledì, aprile 02, 2008

Curriculum 2.0: basta e-mail, il lavoro passa per YouTube


videocurriculum.png

Ci siamo. Nell'era del Web 2.0 non poteva mancare anche la rivoluzione nella selezione del personale. Niente più curriculum via mail, anche se corredati di foto e dettagli su skills ed esperienze. E' giunta l'ora del videocurriculum.

Il Corriere dedica una panoramica esaustiva dei principali siti di produzione di videocurriculum: oltre ai video personali caricati su YouTube e MySpace (dove trovate anche video di cerco e offro lavoro), con Visualcv potete costruire il vostro curriculum visuale e iscriversi richiede soltanto pochi secondi. Su videocurriculum tv potete consultare anche le offerte delle aziende e virtualdub vi consentirà di realizzare i vostri filmati.

Leggete i consigli su Blogosfere Economia e Finanza.

Restringi post Espandi postPubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 08:21 in Futuro, Gadget, Geek e Curiosità, Social Tech, You Tube&altri

domenica, gennaio 20, 2008

Munnezza concept

Ho imparato a camminare a piedi. Cerco di usare l'auto molto poco e mi piace la mattina respirare l'aria fresca di via delle Rose che mi porta a scuola, ascoltando musica dal mio ipod. Allevi è il mio preferito a quell'ora, ma non disdegno le colonne sonore di Morricone.
E' da un pò di giorni che via delle Rose è diventata un incubo: cumuli di immondizia si riversano sul marciapiede in più punti e anche la mia musica rischia di cambiare: in un momento di feroce autofustigazione ho aperto le orecchie a Tonino Colombo, neomelodico d.o.c. very trash, adorato dalle mie alunne: fantastico.
Il sindaco non dorme la notte, così dicono i suoi biografi, e intanto sposta i cumuli di spazzatura dal cassonetto che si trova all'entrata della scuola a quello che si trova cento metri più su: ma è giusto, anche l'occhio e il naso vogliono la loro parte.
Tuttavia, come dice De Crescenzo, tanta 'munnezza' è segno di ricchezza' ed è straordinario verificare come effettivamente la gente, in barba ai mutui e alle rate, abbia già cominciato le pulizie di Pasqua (forse è la voglia di Resurrezione...) e a ristrutturare casa: dallo stenditoio alla poltrona, dal materasso alla scrivania, dalla parabolica al fornetto a microonde, insomma con un cassonetto vi potreste arredare un monolocale o un loft; il tutto è colorato dai variopinti sacchetti conad-alvi-dico-treesse che fanno molto Carnevale.
Ignoranti? Incolti? Sempliciotti? Affatto. I miei migliori amici e colleghi (gente che ha studiato, che ha la 'laura', ambientalisti ed escursionisti, esperti della scuola, cristiani praticanti, priori e ministranti) non riciclano perchè in veranda non hanno spazio o perchè non hanno il tempo, o perchè 'tanto poi quelli di penisolaverde la mischiano'. Per loro la libertà è un concetto relativo, non finisce quando inizia quella dell'altro, ma solo quando inizia quella del papa.

A voi cari amici una lezione di Maurizio Pallante (by grillo blog)

mercoledì, gennaio 16, 2008

FOTO DI GRUPPO PER SIGNORA...


Quando esco dal portone dell'università vado sempre così di fretta per non perdere il treno che non ho mai attenzione per tutti quegli studenti, belli, impegnati, vivaci e colorati, che fanno volantinaggio per le cose più disparate, dal iazz-pub alla pizzeria con menù scontatissimo, dal sit-in per gli appelli di novembre alla propaganda per l'elezione del rappresentante degli studenti. A dire la verità neanche loro sembrano molto interessati a dare i volantini a me, forse perchè non rispondo più al loro target, ma va bene così.
Martedì è capitata però una cosa diversa. L'uscita dal portone era sempre la stessa: di corsa per non perdere il treno delle 12,40; all'improvviso un giovanotto, serio, ben vestito, sulla ventina, ha rallentato il mio passo (notoriamente velocissimo) e con molta cortesia e con un sorriso simpatico mi ha dato un foglio dicendomi, tra l'implorante e l'ironico, "La prego, signora, lo legga!". "Sì, certo, certo, grazie!" e via di corsa al treno con il foglio già spiegazzato in tasca.
Ieri, mentre ripulivo le tasche del mio giaccone di martedì da scontrini, biglietti e quant'altro, mi sono capitati tra le mani 'quel' foglio e 'quel' sorriso, e ho cominciato a leggere.
Non so perchè l'ho trascritto e pubblicato, ma è una foto così perfettamente riuscita che merita un'attenta cornice riflessiva.
Perciò, signori, vi prego, leggetelo!
kiss, ;-) meri

PROBLEMI IN ITALIA DA RISOLVERE CON URGENZA
- sicurezza sul lavoro (siamo primi in Europa per morti e feriti)
- disoccupazione (la più alta tra 76 nazioni, tra cui Romani, Nigeria, Cambogia e Ucraina)
- precariato
- carovita
- immigrazione clandestina
- criminalità organizzata
- microcriminalità
- smaltimento rifiuti
- inquinamento
- energie rinnovabili (sole, vento, ecc..) per non dipendere più dall’estero e abbassare prezzi e bollette
- debito pubblico (il 6° al mondo)
- costi della politica (la più costosa al mondo per stipendi, privilegi, pensioni e numero di comuni)
- conflitto di interessi (chi possiede televisioni e giornali non può ricoprire cariche pubbliche)
- tv e stampa semiliberi (74esimi per libertà d’informazione, unici europei con tale problema: i turchi)
- canone rai (tassa ancora più scandalosa della ricarica dei telefonini cellulari, probabilmente un altro caso più unico che raro nel mondo)
-
SOLUZIONI DI GOVERNO E OPPOSIZIONE
- Mastella Ministro di Giustizia invece dell’ex pm Di Pietro
- indulto (quando c’erano e ci sono, sparse per l’Italia, una decina di carceri già pronte da anni)
- costruire una nuova base militare USA a Vicenza (abbiamo già, tra le varie basi USA in Italia, 90 bombe atomiche)
- permanenza dei nostri soldati in Afghanistan, Kosovo, Libano, Bosnia, Albania, Marocco, Malta, ecc..
- trasferire e indagare giudici (De Magistris/Forleo) 2 su 9000 (guarda caso solo quelli che indagano sui politici
- compravendita senatori tramite raccomandazioni attrici Rai (vedi intercettazioni telefoniche)
- bavaglio alla stampa per nascondere le intercettazioni scomode (con il pretesto della privacy dei cittadini)
- aumentare il canone Rai
- cambiare i nomi ai partiti (chi non cambia nome, sarà riconosciuto dai cittadini scontenti)

REAZIONE DEL POPOLO ITALIANO
- pagare per votare un candidato preconfezionato per le primarie
- fare la fila per votare un nome nuovo per il partito dei soliti noti
- andare ai comizi applaudendo, cantando e sventolando bandiere
- rinnovare l’abbonamento Rai
- seguire programmi televisivi spazzatura
- alle prossime elezioni votare Veltroni & Company
- alle prossime elezioni rivoltare Berlusconi & Company
- alle prossime elezioni votare chi regala un pacco di pasta
-
REAZIONE DI UN POPOLO NORMALE
- disdire il canone Rai
- ritirare i soldi dalle banche
- non comprare a rate (case comprese)
- ignorare i prodotti pubblicizzati
- spostarsi solo con bicicletta o mezzi publbici
- andare ai V-Day per firmare petizioni (prossimo V-Day 25 aprile; info: beppegrillo.it)
- disertare le votazioni
- sciopero generale ad oltranza
- assedio in massa di Montecitori con caccia al parlamentare
- rivolta stile 14 luglio 1789 (data inizio rivoluzione francese, festeggiata da sempre con orgoglio)
- oppure emigrare

mercoledì, novembre 21, 2007

I JEANS DELL'ASSASSINO

TAM TAM PIPOL Posted: 21 Nov 2007 01:07 AM CST

Appignano/ Rom ubriaco uccise 4 ragazzi, ora fa il modello

Dalla galera alle passerelle, passando per una notte in cui, ubriaco, alla guida di un furgone ha ucciso 4 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni. E' una storia sorprendente la vita di Marco Ahmetovic, il rom di 22 anni che il 23 aprile di quest'anno, alla guida di un furgoncino e completamente ubriaco, uccise 4 giovani su una strada statale nei pressi di Appignano, in provincia di Ascoli Piceno. Condannato in primo grado a sei anni e mezzo per omicidio colposo plurimo, sta scontando la pena ai domiciliari e a breve sarà il testimonial di una collezione di jeans disegnata apposta per lui: la 'romjeans'.


Il fatto che il volto del giovane romeno possa trovarsi su dei cartelloni pubblicitari, e che qualcuno sia disposto a pagare un cachet di 30.000 euro, stando alle indiscrezioni, perchè lui faccia da testimonial, sta suscitando indignazione nel mondo politico. "E' vergognoso - dichiara in una nota il capogruppo di An alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti - che per incrementare le vendite di un qualsiasi prodotto si debba utilizzare il volto di chi ha commesso un reato ed è diventato noto al pubblico per questo atto. Mi chiedo quale oltraggio debbano ancora subire le famiglie delle vittime di quel terribile incidente che è costato la vita di quattro giovani, oltre a vedere il colpevole non dentro una cella bensì addirittura diventare sempre più famoso utilizzando quella tragedia e quelle vittime per pubblicizzare una marca di jeans".
Critica anche la deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci, secondo la quale "siamo di fronte alla schizofrenia di una società in cui si spettacolarizza ciò che in realtà si dovrebbe condannare. Sulla questa vicenda, dopo i clamori televisivi, si cerca ancora di speculare utilizzando l'immagine di un assassino per vendere libercoli e capi di abbigliamento - aggiunge - Un'operazione di un cinismo spaventoso, in cui per commercializzare dei prodotti si è disposti a svendere non solo la propria coscienza, ma anche il senso civico che dovrebbe suggerire rispetto per i parenti delle vittime e per la decisione della giustizia".

No comment...


lunedì, novembre 19, 2007

Tv: non è mai troppo tardi...spegnerla!

Sono anni che a scuola propongo ai colleghi di abbandonare l'abitudine di far guardare il tg ai ragazzi e trascrivere sul quaderno almeno tre notizie rilevanti. Sostengo che il tg è una trasmissione per adulti e trasferisce ai telespettatori un'immagine falsata della società oltre a diffondere ansia e timori continui legati alla prevalenza di notizie negative e di cronaca nera. (arma di distrAzione di massa, come dice la Guzzanti...).

Consiglio ai miei alunni il giornale, perchè approfondisce le notizie e dà l'opportunità di cogliere anche la veridicità delle notizie, sulla base dei modi dei tempi dei verbi usati.

Vi propongo un articolo di Repubblica che serve a riflettere sulla vera utilità della nostra tv...

Uno studio promosso da Meta Comunicazione con un pool di 60 psicoterapeuti
analizza gli eccessi dei vari tipi di trasmissione, causa di stress nei telespettatori

"La televisione fa venire l'ansia"
Psicologi accusano Talk show e Tg

Ma hanno toni esagerati e allarmistici anche i programmi sportivi, di servizio e i reality


"La televisione fa venire l'ansia"
Psicologi accusano Talk show e Tg"
MILANO - Guardare la televisione provoca ansia: lo sostiene uno studio promosso da Meta Comunicazione e realizzato in collaborazione con un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti. Sotto accusa toni concitati, annunciatori che sembrano lanciare allarmi bomba, termini super allarmistici. Lo studio ha analizzato, per un periodo di 4 settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato in diverse tipologie di trasmissioni.

Il primo degli elementi sotto accusa è costituito dai temi trattati, che rappresentano la causa più evidente dell'ansia e dello stress che sempre di più si associano al piccolo schermo, come sottolinea il 63% degli intervistati. Scandali, efferati delitti, accuse e litigi che minano ogni fiducia nei confronti della politica e dell'economia del paese: sono solo alcune delle tematiche che quotidianamente vengono evidenziate in Tv.

Ma per l'84% degli esperti non sono solo gli argomenti di cui si parla a generare questo clima: a contribuire a far sentire il telespettatore letteralmente accerchiato è il modo in cui si parla di qualsiasi argomento, da quello più scottante a quello più tranquillo e leggero. Sotto accusa, infatti l'allarmismo (58%), ormai utilizzati in ogni tipo di trasmissione, dalle news ai contenitori di costume.

A questo si aggiungono poi i toni dei diversi servizi: a qualsiasi ora del giorno, infatti, anche quelli più normali vengono annunciati come se si stesse dando la notizia di una meteora che sta per colpire la terra. Insomma per il 51% i toni isterici che ormai dominano nel piccolo schermo rappresentano una delle maggiori cause dell'ansia che sempre più spesso prende chi resta troppo tempo davanti alla Tv.

Di conseguenza, il piccolo schermo sta perdendo la funzione di intrattenere, come dice il 34%, ma anche, sotto certi aspetti quella di informare (27%): il continuare ad utilizzare certi toni rischia di far mettere sullo stesso piano notizie e temi di importanza diversa, causando alla lunga una sorta di atarassia dell'informazione, dove il modo in cui viene data una notizia diventa più pregnante della notizia stessa.

Di fatto per il 63% degli intervistati la Tv sta sempre più diventando una fonte di stress (anche dal punto di vista acustico), genera ansia (55%) e aggressività (49%), ma fa venire anche l'idea di essere continuamente fregati(43%), tanto che si sta sviluppando una sorta di sindrome da accerchiamento, che rischia di avere conseguenze anche sulla vita quotidiana (43%).

Sicuramente in una sorta di classifica del grado di ansia catodica i Talk show sono al primo posto, come sottolinea il 58% degli esperti e conferma l'analisi dei programmi andati in onda nelle ultime 4 settimane. In media, infatti, ogni 6 minuti di messa in onda vengono utilizzati toni e termini che alzano il livello di ansia e aggressività, oltre al fatto che gli stessi temi trattati bombardano lo spettatore con tutto ciò che di più stressante avviene quotidianamente, che si tratti di politica, di scandali o di fatti di cronaca nera.

Subito dietro ai Talk show ci sono naturalmente i telegiornali (52%): sicuramente gli argomenti ansiogeni sono più concentrati, ma i toni e il lessico utilizzato sono più controllati e meno allarmistici (in media si raggiungono alti livelli di stress ogni 12 minuti).

Lo stesso vale per le trasmissioni sportive, dove l'ansia catodica sembra la costante per cercare di fidelizzare gli spettatori (45%, con i picchi di ansia catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 15 minuti).
Seguono le trasmissioni di servizio, dove si vogliono tutelare i consumatori o dirimere controversie (41%, con i picchi di ansia catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 20 minuti).

Ma ad essere messe sotto accusa sono anche le trasmissioni di costume e di puro intrattenimento come i contenitori pomeridiani (38%, dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori e partecipanti fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 21 minuti).
Seguono i reality (36%), che seguono lo stesso principio delle trasmissioni sportive e dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori e partecipanti fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 24 minuti.

domenica, novembre 18, 2007

BY TAM TAM PIPOL

LA RETE CHE UCCIDE

È una miscela pericolosa quella che porta ai massacri nelle scuole. Gli ingredienti base sono la solitudine e il malessere di chi li compie, ma da soli non basterebbero.
Serve altro. Innanzitutto la falce della morte. La facilità con la quale è possibile acquistare una pistola o fucile accresce la capacità distruttiva del killer. Non è un caso che le stragi più efferate siano avvenute in due Paesi — Usa e Finlandia — dove c'è una forte cultura delle armi. Il secondo additivo è Internet, grazie al quale, il gesto isolato diventa globale. Davanti a questa sfida la comunità può tentare di reagire. Cogliendo i segnali di inquietudine di un giovane: ogni strage è stata preceduta da allarmi.

Trovando un sistema — ammesso che esista — per contrastare l'apologia della violenza propugnata su certi siti. Introducendo dove mancano leggi che ostacolino l'accesso alle armi. Servono risposte urgenti se non vogliamo assistere alla nascita di una nuova forma di terrorismo animato dal ragazzo della porta accanto.

UN GRUPPO TRANSNAZIONALE DI «LUPI SOLITARI» SOGNA LA «SELEZIONE NATURALE»
Sono lupi solitari. Considerano la società una giungla cattiva. Vagano sui sentieri di Internet portandosi dentro ferite vere o immaginarie. E quando ci riescono si riuniscono in branco in una grotta virtuale. Un sito, una pagina web. È in questo anfratto che si scambiano i loro messaggi di rabbia e follia. Scrivono la lista dei nemici, indicano i film preferiti, segnalano i videogiochi da non perdere. E celebrano i loro eroi: Eric e Dylan, gli autori della strage al liceo di Columbine (Colorado). È il ricordo di quel massacro ad unirli, a farli sentire branco.

Basta leggere quello che raccontano. «Le vere vittime erano Eric e Dylan», «Lunga vita a voi, ragazzi». «Vi amo». «Avete fatto la cosa giusta». «Mi sarei comportato allo stesso modo ». In tanti lanciano un messaggio che dice tutto: «Riposate in pace». E imitando i siti qaedisti elencano i loro «martiri», altri lupi responsabili di sparatorie nelle scuole. Jeff Wise, Kimveer Gill, Asa Coon, Robert Steinhäuser, Cho Seung-hui. Ma anche due banditi protagonisti di una battaglia con la polizia. L'ultimo ad entrare in questo Pantheon angosciante è il finlandese Pekka-Eric.

L'aspetto inedito è che non vivono solo negli Usa. Sono transnazionali, come lo sono i terroristi jihadisti. Ci sentiamo di fare una previsione. Uno dei prossimi attacchi avverrà in branco: colpiranno un liceo negli Stati Uniti ed uno in Europa o in Giappone. Attacco coordinato. Qualche indizio è già emerso. La polizia finlandese ha scoperto che Pekka-Eric era in contatto con Dillon Cosey, un quattordicenne di Philadelphia arrestato alla metà di ottobre. Il teen-ager è stato trovato in possesso di un arsenale che doveva servire per attaccare la ex scuola. Aveva anche uno spazio su YouTube. Una pagina di foto di kalashnikov, in primo piano l'omaggio a Eric e Dylan. Nella scheda Dillon indica i suoi interessi: sparare, andare su Internet, videogiochi, la sparatoria a North Hollywood, rapine in banca, Columbine. Non meno allarmante il riferimento ai «gruppi»: «In memoria di Eric e Dylan», «Natural Selection's Army», «Ica» (Imperial Cobra Army).


Farneticazioni di un ragazzino disturbato? Vero. Ma scavando un poco e superando la storia del quattordicenne si scopre dell'altro. In particolare sulla «Natural Selection». Non è solo una sigla, ma un modo di pensare. La selezione naturale avviene sulla punta del fucile, elimina «chi fa soffrire il prossimo». Qualcuno ha scorto analogie con le teorie estreme di un «pensatore» finlandese che giustifica l'uccisione degli uomini in quanto distruggono la Natura. Su MySpace, del gruppo «Natural Selection's Army» («Esercito della selezione naturale») facevano parte sia Pekka-Eric che Dillon.

Ecco cosa scrivono alcuni «soldati »: «Dopo il 20 aprile (data della strage di Columbine, ndr) ogni cosa è cambiata per noi... Vediamo il mondo così come è, un posto dominato da stupidi e deboli... È venuto il momento di ribellarsi e alzare il pugno... I nuovi membri devono provare la loro lealtà a Reb e Vodka (soprannomi di Eric e Dylan)». In un messaggio su YouTube, Pekka-Eric ribadiva: «Questa è la mia guerra... È giunta l'ora della selezione naturale». E se Dillon è stato fermato appena in tempo, il finlandese ha messo in atto le sue minacce diventando un nuovo modello da imitare.

Ciò che più allarma sono le risposte di chi partecipa ai blog legati a Columbine. Scrivono da ogni parte del mondo, compresa l'Italia. I loro commenti vanno dalla solidarietà totale («Siamo con voi») alla comprensione («Non sono d'accordo con ciò che avete fatto ma capisco»). Altro elemento chiave è il bullismo. Un buon numero degli «sparatori» sono stati perseguitati dai loro compagni di scuola. Una condizione che ha enfatizzato il loro malessere ed ha accentuato il loro isolamento nella loro realtà sociale. Ma nel contempo ha suscitato su Internet una simpatia post-mortem tra quanti hanno subito situazioni simili. Creando una sorta di giustificazione per il massacro. Un rapporto causa-effetto accettato da molti giovani e respinto per fortuna da altri. «Ho avuto una vita più difficile della loro. Sono cresciuto in un orfanotrofio, ho patito molestie — ha scritto un partecipante al blog —. Ma non ho ammazzato nessuno».

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera