giovedì, luglio 05, 2007

...PRONTO SOCCORSO?!?

Mattinata trascorsa al pronto soccorso dell'ospedale di Sorrento.
Può capitare nella vita che un giorno ti svegli e avverti un forte dolore al petto; l'istinto di sopravvivenza ti spinge a chiamare la persona che ritieni più vicina in quel momento e le chiedi di accompagnarti al pronto soccorso. L'augurio che ti fai è che si tratti di un falso allarme, di un risentimento muscolare, altrimenti devi prepararti alla rassegnazione del caso.
Ecco il nostro destino: un solo medico, due infermieri, una staffetta che fa da spola tra laboraratorio di analisi e pronto soccorso, pazienti stranieri sbigottiti, disorientati e increduli. Nessuno che parli l'inglese e interagisca con loro.
Chiedo all'infermiera: 'scusi, mia sorella ha un dolore al petto, c'è un medico che può visitarla?'. Passano dieci minuti, poi viene a prendere su di un pezzetto di carta il nome, il cognome e la data di nascita. Intanto arrivano due caviglie slogate, una spalla lussata, un cotton fioc nell'orecchio, una colica renale. I lettini tutti occupati.
Passano venti minuti: entro e chiedo se c'è ancora da aspettare, dico che venti minuti sono un pò troppi per una che ha un dolore in petto, ma la risposta è che non sanno chi sono, 'signora la vedo ora per la prima volta' mi dice il medico. gli dico che ho già dato da un pò le generalità e che se ci sono problemi mi rivolgo altrove, basta solo saperlo. Mia sorella entra, finalmente, e resta sul lettino altri dieci minuti.
Insomma, per farla breve, entriamo al pronto soccorso alle 9,40 e ne usciamo alle 12,15, per un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma, un prelievo di sangue e per sapere che non c'è niente a carico del cuore, meno male!
Intanto, le solite corsie preferenziali per il politico di turno che ha la nipotina che si è fatta male il ditino, per il medico che ha la mamma che sabato viene a farsi un controllo generale: che si faccia senza registrare nulla...auhm, auhm.
Un trauma cranico arriva all'improvviso: è una ferita profonda, lo vediamo e lo veniamo a sapere tutti, anche il piccolo che da solo aspetta il papà che ha avuto la colica renale ed è molto spaventato (ma, ahimè, si ricorderà ben altro...) . Cerco di consolarlo e gli dico che è solo un mal di pancia, che passerà di lì a poco.
Intanto, la famiglia di stranieri decide di andarsene, un' altra coppia sempre straniera appare visibilmente spazientita, ma non sa che fare.
Finalmente ce ne andiamo! E' tutto a posto, è consigliabile una prova di sforzo, ma è tutto ok.
La paura è passata, ma il nostro sospiro di sollievo è solo per la fine dell'incubo diurno chiamato 'PRONTO SOCCORSO'.

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