domenica, agosto 19, 2007

A PROPOSITO DEL DON...

BY BISPENSIERO

http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=269 &info=138896
Miami - Don Pierino mi regalò una croce. La croce, simbolo di quel Cristo che ho invocato nei momenti difficili della mia vita. Quel Cristo povero, fonte d'amore e di giustizia. Quella croce la conservo ancora. Ma è una croce umiliata. Umiliata da chi osa paragonarsi al Cristo. – scrive su Gente d'Italia, quotidiano italiano delle Americhe diretto e fondato da Mimmo Porpiglia la giornalista-scrittrice Stefania Nardini.


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Per un breve periodo della mia vita ho frequentato la Comunità Incontro. Non cercavo redenzioni, tanto meno esibizioni. Mi interessava, dopo anni di giornalismo, fermarmi a pensare diluendo il tempo, quel tempo che ti assilla quando si vive in una redazione di giornale. Mi interessava capire come tanti giovani potevano essere strappati alla tossicodipendenza attraverso un percorso fatto di regole e d'amore.

Ma c'era qualcosa che mi disturbava in quel luogo. Mi disturbavano i body guard armati di pistola, i macchinoni di lusso, la disparità di trattamento nei confronti di alcune persone che avevano come unico difetto l'umiltà.

Don Pierino era la contraddizione di se stesso. Un grande comunicatore capace di gestire con abilità i potenti ponendosi come un potente.

I memorabili raduni nel teatro tenda che veniva allestito dai volontari in cui, tra migliaia di persone faceva il suo passaggio con i paramenti da vescovo della Chiesa Melchita, accompagnato dalla colonna sonora di Rocky a tutto volume, erano uno spettacolo. Spettacolo al quale partecipavano tutti, politici, industrialotti con la grana, poveri cristi, ex tangentisti che cercavano di riconquistarsi pezzi di dignità a colpi di assegni e donazioni.

E mi chiedevo chi fosse realmente don Pierino Gelmini.

Si me lo chiedevo. Perché quel suo carisma lo avvertivo "difettoso", lo sentivo privo di quella fede che uomini semplici, grandi uomini semplici, sapevano trasmettere alle folle indossando un vecchio saio.

Rammento che in un viaggio in Brasile andai a visitare una delle sue comunità. E qualcuno mi fece sapere che il Don non gradiva presenze esterne in quella struttura.

Perché?
Non c'era una spiegazione. Le sue affermazioni non vanno spiegate. Vanno recepite con obbedienza.
Del resto, senza andare troppo in là, i numeri che venivano dati in pasto alla stampa sulla quantità di centri sparsi per il mondo erano gonfiati. Si, lo erano. E lo sono ancora oggi quando Don Pierino per difendersi dall'accusa di "molestie sessuali" esibisce la sua innocenza utilizzando quei numeri.

Ma qualcuno ne ha mai verificato la consistenza?

Si parla di 164 sedi residenziali in Italia e invece sono 64, di 180 gruppi d'appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover residenziale di 12 mila persone ( turnover in cui sono comprese semplici richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990 e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui al mese, il che significa al massimo 360 ingressi, cifra che si riduce alla metà considerando coloro che rinunciano.

Lo stesso centro di Zervò, in Aspromonte, dove don Pierino si trova attualmente per l'appuntamento ferragostano, ha subito un notevole calo di presenze e molti dei giovani vengono da paesi stranieri.

Interessanti sono i dati forniti sulla presenza della Comunità Incontro nel resto del mondo.

Si parla di 74 sedi residenziali. Ma quante sono realmente?

In Spagna sono presenti circa 50 ragazzi, in Svizzera tre o quattro, in Slovenia si contano dieci centri gestiti dalla Caritas locale, in Thailandia vengono ospitati bambini con un contributo dello Stato mentre i tossici sono una trentina, in Bolivia c'è una fazenda con un ospedale annesso e diretto da una coppia, come pure in Costa Rica, dove é sempre una coppia ad occuparsi di adolescenti (una trentina) inviati da un organismo governativo.
Molte le sedi fantasma: Brasile, Francia, Croazia. Chiuse e vendute, come quelle negli Stati Uniti e Israele dove i progetti non sono mai decollati.

Un impero in crisi?

Al momento la Comunità Incontro riceve il 5 per mille sui redditi, su sollecitazione dei massoni aderenti alla Libera Muratoria del Grande Oriente d' Italia, a parte le donazioni, non ultima quella di Berlusconi che ha sganciato 5 milioni di euro per l'ampliamento del centro thailandese dopo la tragedia dello tsunami.

Ma al di là dei generosi atti di liberalità da parte dei potenti, esiste una crisi che se da un lato i sociologi potrebbero definire "fisiologica", per altri è dovuta al cattivo rapporto con i Sert (ai quali spetta l'invio dei tossici nelle comunità), contro i quali il Don ha spesso tuonato accusandoli di lavorare senza passione. E poi le "chiacchiere". Tante chiacchiere che da un pezzo circolano. Fin quando qualcuno ha parlato di "molestie sessuali" scatenando un terremoto, terremoto che la platea di Silla sta tentando di arginare con il contributo del mondo politico e con magnifiche frasi ad effetto in cui Pierino Gelmini si paragona a Padre Pio, S. Francesco e Gesu'.

"Porto la croce...". Già la croce. Una croce che al di là dell'innocenza o della colpevolezza, ha un significato troppo importante per poter essere utilizzata come simbolo mediatico.

Don Pierino non se ne è stato in silenzio. Ha nominato lo psichiatra ex senatore di Forza Italia, Alessandro Meluzzi, suo portavoce. Anzi stava per farlo diacono qualche mese fa dopo il suo precedente ingresso a Mulino Silla con una ex "schedina" di "Quelli del calcio", Sara Tommasi. Si, la Sara Tommasi dell'"Isola dei famosi", forse in cerca di spiritualità in un luogo dove una delle prime regole per le visitatrici è quella di indossare un abbigliamento consono, dove le scollature sono messe al bando per evitare turbamenti ai tossici in recupero.

La fanciulla è stata addirittura proposta come testimonial della comunità. Evidentemente un pò di "Cristoterapia" non si nega a nessuno, neanche a una signorina che si spoglia per mestiere.

Dalla Comunità Incontro mi allontanai anni fa.

Lo feci perché sentivo che qualcosa non mi piaceva. Pur avendo conosciuto in quel contesto alti prelati come don Giovanni D'Ercole, capo ufficio della sezione affari generali della segreteria di Stato del Vaticano, e da qualche mese direttore responsabile della rivista della comunità "Il Cammino" e dell'emittente Teleumbriaviva , di cui don Pierino è proprietario.