lunedì, agosto 06, 2007

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

BY BISPENSIERO
Don Pierino superstar

Le biografie non ne parlano, gli amici politici se no sono dimenticati, ma don Pierino non è mai stato un modello di virtù.
Non lo dicono i giornali che, secondo alcuni, lo stanno esponendo alla gogna mediatica, lo dice la sua fedina penale. E sì, perchè qualcuno s'è preso la briga di andare oltre le parole e di dare un'occhiata alle "carte". E le carte son chiare.
Il mitico don è un figlio d'arte, o meglio, è fratello d'arte. Alla fine degli anni sessanta, infatti, padre Eligio (fratello del nostro) è un sacerdote di successo. Come si direbbe oggi, è molto "cool". Annovera amicizie importanti ed è il confessore di molti calciatori, tra i quali Gianni Rivera. Prima che i calciatori fossero scoperti dalle veline e dalle vallettine, evidentemente c'era già chi ne era un estimatore. Padre Eligio frequentava feste e salotti. Il bel mondo, insomma.
gelusconi.jpgLui, don Pierino, ne seguiva i passi da vicino. Però non se la passava affatto male, anzi: era segretario del cardinale Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires, abitava in una villa a Casal Palocco, girava con una bella Jaguar. E mentre padre Eligio fondava la comunità antidroga Mondo X e Telefono Amico, don Pierino veniva inquisito per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto e truffa.
Ovviamente, sparì.
Ma non ci riuscì per molto. Approdò infatti nel Vietnam del Sud, dove seppe distinguersi subito: sua eminenza Dihn-Thuc, l’arcivescovo di Hué, e la vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita.
Così, il nostro don Pierino tornò ai patrii lidi, ma lo aspettavano anche le patrie galere. Scontò quattro anni. Ma anche in carcere riuscì a dar prova di se stesso: le cronache e i documenti dell'epoca, riportano infatti che il don costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi. Ma si sa come sono i giornali e i documenti: malelingue.
Dal 1979, don Pierino sembra ricrearsi una nuova verginità. Ma le sue amicizie restano, ahimè, quelle che tradiscono che tipo di persona sia. Frequenta Berlusconi e Gasparri... insomma, gente che di indagini sul proprio conto se ne intende. Suo estimatore è anche Buttiglione, un uomo che ha fatto del suo meglio per distinguersi al parlamento europeo, asserendo che l'omosessualità è indice di disordine morale!
Strane frequentazioni, per il don. Ma si sa, lui è stato sempre uno a cui piace essere osannato. Ai tempi della prima indagine sul suo conto, si faceva chiamare Monsignore. La Curia lo diffidò. Adesso ama sentirsi chiamare Esarca. Un altro piccolo vezzo.
E poi, dell'amicizia con Berlusconi, del proprio peso "politico", è lo stesso don a parlarne: "Quando nel 2000 Silvio stava per accordarsi con i radicali, ho minacciato di non farlo votare più dai miei. In questi 40 anni sono passati dalle nostre Comunità 300.000 ragazzi, sono 3 milioni le persone cui posso arrivare. Berlusconi lo sa e mi dà retta." Parole sue, ad Aldo Cazzullo.
E poi si permette di pontificare su chi oggi lo accusa di molestie. Li definisce tossici, millantatori, ricattatori, addirittura. Pertanto, meno credibili di lui.
E già, perchè lui la credibilità se l'è guadagnata sul campo, con truffe, assegni a vuoto, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta. Un fior di curriculum al cui confronto i suoi accusatori sono miseri dilettanti.

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