sabato, dicembre 27, 2008

UN POST DEDICATO: IL DISTURBO NARCISISTICO DELLA PERSONALITÀ

Voglio chiudere l'anno con un post dedicato.
Sì, dedicato a un disturbo della personalità che, finchè resta un capitolo del manuale di diagnosi psicoanalitica, ti sembra un problema tra i tanti che devi prepararti ad affrontare nel tuo lavoro di psicologo.
Ma quando diventa un incontro importante, quando si materializza nelle forme della persona cara che credevi di conoscere, quando cioè hai di fronte il manuale in carne e ossa, allora non sai se prendere le distanze dal narcisista o dal manuale.
Ma tant'è.
Così, alla fine del mio 2008, voglio lasciare traccia dell'incontro riportando in questo post un pezzo di manuale. A futura memoria.
Non si sa mai: si dovesse materializzare di nuovo...
BUON ANNO A TUTTI!


IL DISTURBO NARCISISTICO DELLA PERSONALITÀ

La caratteristica essenziale del Disturbo Narcisistico di Personalità è un quadro di tendenza alla superiorità, necessità di ammirazione e mancanza di sensibilità per gli altri.
Gli individui con disturbo narcisistico hanno, per la maggior parte del tempo, un’alta considerazione di sé. Essi abitualmente esagerano le proprie capacità, apparendo spesso presuntuosi. Credono di essere speciali, superiori, di dover essere soddisfatti in ogni loro richiesta e di avere diritto ad un trattamento speciale.
Si aspettano che anche gli altri riconoscano il loro status di persone speciali e, nel caso in cui questo accada, li idealizzano. Viceversa se gli altri mettono in discussione le loro qualità reagiscono con rabbia, risultando incapaci di mettersi in discussione ed accettare le critiche.
Gli individui con disturbo narcisistico di personalità generalmente hanno difficoltà a riconoscere che anche gli altri hanno desideri, sentimenti e necessità. Credono che le proprie esigenze vengano prima di ogni cosa e che il loro modo di vedere le cose sia l'unico giusto universalmente, mostrando indifferenza rispetto al punto di vista degli altri e incapacità di coglierlo. Così, per esempio, gli individui con disturbo narcisistico possono pretendere di evitare di fare la fila e di essere serviti immediatamente da commessi e camerieri. In ogni caso, anche se non lo pretendono, si infastidiscono oltre modo quando si trovano a dover rispettare le attese, le regole condivise, mal tollerando di non veder soddisfatti subito i propri bisogni.
Le relazioni interpersonali sono dunque tipicamente compromesse a causa di problemi derivanti dalle eccessive pretese, dalla necessità di ammirazione e dal relativo disinteresse per la sensibilità degli altri. Gli individui narcisistici, infine, sono spesso invidiosi degli altri, o credono che gli altri siano invidiosi di loro. Tendono a vedere gli altri in chiave competitiva e a lottare per stabilire e mantenere una posizione di supremazia.
Molto spesso, negli alti ruoli di qualunque gerarchia (aziendale, istituzionale, ecc.), troviamo soggetti con personalità narcisistica, in quanto le loro caratteristiche sono funzionali alla competizione sul lavoro. Ottengono elevati risultati senza rendersi conto di quanto molte persone facciano le spese dei loro atteggiamenti o rimangano ferite da essi.
Nelle relazioni interpersonali sono fallimentari. Scelgono generalmente partner deboli e sottomessi, che li ammirano e li fanno sentire importanti. Dopo un po’ di tempo, però, si annoiano, si sentono insoddisfatti e vanno alla ricerca di nuovi flirt, volti a stimolarli nuovamente, oppure tentano di trasformare il/la partner, manipolandoli a loro piacimento. Anche in amore vivono con un costante senso di competizione e il gusto che traggono dalla relazione e principalmente quello di conquista della “preda”. Vivono le relazioni sessuali con forte ansia da prestazione, il che talvolta li rende vittima di disfunzioni sessuali, che per loro costituiscono una tragedia.
Nei rari casi in cui entrano in relazioni con una persona “al loro livello”, che non li ammira, a cui sono loro ad attaccarsi veramente, soffrono di un’elevata ansia d’abbandono e, nel caso di una rottura, sprofondano nella depressione. Stessa sorte tocca loro nel caso in cui ottengano pesanti fallimenti sul lavoro o perdano una competizione importante.
In ogni caso i narcisisti, anche quando hanno la sensazione di avere tutto ciò che desiderano (successo, amore, soldi, ecc.) si sentono costantemente insoddisfatti e attraversano fasi depressive cui non sanno dare una spiegazione.
La terapia del disturbo narcisistico è molto difficile, anche per la loro totale inconsapevolezza del disturbo e dell’effetto che esso provoca negli altri. In genere arrivano ad una terapia soltanto perché si sentono depressi, ma le tradizionali terapie antidepressive non hanno efficacia. La terapia cognitiva a medio-lungo termine (da 1 a 2 anni) offre qualche possibilità di miglioramento, sebbene sia molto difficile modificare una struttura di personalità e, in questi casi, anche conquistarsi la fiducia del paziente e mantenerla elevata.


Il bisogno di distruggere la coppia deriva da un'aggressività primitiva contro la coppia edipica. Questi conflitti inconsci possono essere portati alla patologia dalla relazione madre-bambino. L'aggressione provocata, innescata o rinforzata da una madre fredda e rifiutante, da una trascuratezza grave, precoce o cronica, da una madre dimentica dei bisogni emotivi e della vita interiore del figlio; un rinforzo secondario tramite i conflitti con il padre ( o l'assenza di una disponibilità da parte del padre ) possono indurre invidia e odio intensi verso la madre. L'odio per le donne e l'invidia per esse possono diventare un potente motore inconscio che intensifica i conflitti edipici. Questi uomini odiano inconsciamente la donna desiderata.

Ciò che le persone narcisistiche hanno in comune è un senso interiore e/o terrore di inadeguatezza, vergogna, debolezza e inferiorità. I loro comportamenti compensatori possono essere molto diversi, ma rivelano preoccupazioni simili.

Il costo più pesante di un orientamento narcisistico è l'arresto dello sviluppo della capacità di amare. Il bisogno soverchiante di essere rassicurati del proprio valore toglie ogni energia per gli altri, tranne che nella loro funzione di oggetti-sè ed estensioni narcisistiche. Il narcisista invia dunque agli amici e ai familiari messaggi ambigui: il suo bisogno degli altri è profondo, ma il suo amore per loro è superficiale.

I narcisisti tendono a denegare rimorso e gratitudine. Il rimorso per un proprio errore o un'offesa arrecata implica l'ammissione di un difetto; provare gratitudine per l'aiuto offerto da qualcuno vuol dire riconoscere il proprio bisogno.

Scuse sincere e ringraziamenti sentiti saranno quindi rigorosamente evitati o gravemente compromessi nella persona narcisista, con grande impoverimento delle loro relazioni con gli altri.

Ci si può chiedere se le personalità narcisiste possano amare solo se stesse. Come ha osservato van der Waals, non è che il narcisista ami solo se stesso e nessun altro: egli ama male se stesso come ama male gli altri.

Nell'esame delle dinamiche sottostanti è di centrale importanza l'invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l'appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l'odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato. Nello stesso tempo, dato che la bontà di ciò che l'altro ha da offrire è fonte d'invidia, la dipendenza da un oggetto d'amore diventa impossibile e deve essere negata. La personalità narcisistica ha bisogno di essere ammirata piuttosto che amata.

30 commenti:

adriano ha detto...

Marinica ho letto con attenzione. Stacca la barca dalla banchina, abbandona la costa,affronta ancora onde più alte e naviga a vista fino all'approdo su altre sensibilità , ma l'abbandono (non la fuga) da e di queste persone spesso giova sia a te che a loro.
Un'abbraccio ... vero

merinica ha detto...

grazie, adri! il tuo messaggio è una coccola graditissima.
buon anno a te e ai tuoi cari!

lulu ha detto...

Mernica quello che hai scritto è esattamente quello che è successo anche a me. La mia relazione è finita 5 mesi fa dopo 8 anni. Gli ultimi tre anni sono stati un inferno con lui. Qualcosina anche prima non mi quadrava tanto ma negli ultimi tre anni è peggiorato vistosamente, non so per quale motivo. La sua personalità, il suo modo di fare e agire è esattamente riconducibile alla tua descrizione. Sai io non sono psicologa e non avevo mai sentito parlare d disturbo narcisistico della personalità. Pensavo che un narcisista fose semplicemente una persona molto attenta al fisico, al look...In questi mesi di disperata solitudine ho letto qua e là nel web e ho trovato risposte ai miei dubbi. Non avevo capito che si trattava di una persona malata. Sai in ultimo era talmente "fuori" e irragionevole che pensavo che stesse assumendo qualcosa tipo coca o altro. Era iperattivo, arrogante, nervoso, aggressivo.Alle mie obiezioni rispondeva infastidito, stupito "allora se la pensi così...allora sei un'ingrata...allora allontaniamoci..." Nessun dialogo, nessuna trattativa su nulla "è così e basta..." diceva. Diceva e faceva cose inaccettabili poi negava tutto con una risata, oppure negava e accusava me delle cose che faceva lui. Ad esempio è arrivato ad accusarmi di avere un altro uomo mentre invece era lui che aveva relazioni multiple (venute a galla solo alla fine) Aveva 17 anni più di me ed era riuscito a farmi sentire vecchia più di lui che era sempre in forma, sempre iperattivo,sempre seduttivo, sempre... sempre...
Sono uscita da questo incubo sfinita, insicura, fragile. Io che ero sempre stata una donna forte, allegra. Diceva che tutti erano invidiosi di lui, di me del nostro amore. Mi metteva in guardia dalle mie amiche dicendo che avrebbero voluto un fidanzato come lui e che sarebbero andate volentieri a letto con lui se solo lui avesse voluto. Sembrava che le donne gli piacessero tanto in realtà le disprezzava fortemente. Quelle sposate le considerava delle insoddisfatte, frustrate e traditrici. Quelle singole peggio che mai le considerava delle patetiche troie in cerca di cazzi.Quando era sotto stress diventava aggressivo, attaccabrighe, sembrava sempre sul punto di menar le mani o di fare denunce a questo e a quello. Anche se aveva palesemente torto non chiedeva mai scusa, non si pentiva, era sempre certo di non aver mai fatto nulla di male. Sembrava stupito, meravigliato quando gli altri si offendevano per il suo comportamento. Metteva gli uni contro gli altri, seminava dubbi e fraintendimenti, faceva litigare le persone per causa sua. Uno strazio...più cercavo di andargli incontro, di capire, perdonare, giustificare e peggio faceva. Più davo amore e meno ricevevo...Per fortuna è finita.

merinica ha detto...

sì, esperienze così sono terribili, ma quando se ne parla nei termini in cui ne parli ora, vuol dire che c'è una consapevolezza che apre al respiro. vuol dire che ne stai uscendo. in bocca al lupo, lulu!

Anonimo ha detto...

Leggo oggi, ad un anno di distanza dal tuo post, questa descrizione del narcisista e ne sono sconvolta: è proprio il quadro completo e dettagliato di mio marito, il quale mi ha appena lasciata per un'altra donna (della sua vita, dopo soli due mesi!).
Ma questa scoperta in qualche modo mi conforta: so che non ero io ad essere "sbagliata", so che posso uscirne proprio avendo riconosciuto chi ho avuto di fronte per 10 anni con queste caratteristiche e che negli ultimi tre ho subito anche fisicamente.
La mia domanda è: mio figlio di 9 anni, come sarà con un padre del genere? Come fare per non perpetrare di padre in figlio questo assurdo? Preciso che sono una madre molto affettuosa e presente, tanto da aver suscitato l'invidia di mio marito per suo figlio!
Grazie.
Cristina

merinica ha detto...

cristina, l'anaffettività è frutto di relazioni primarie carenti o inesistenti. se hai costruito una relazione consapevole con tuo figlio, una comunicazione coerente e onesta seppur dolorosa, hai messo solide basi per una personalità equilibrata. auguri di tutto!
merinica

Anonimo ha detto...

grazie del tuo commento. Quello che ho postato prima non è stato caricato, quindi ti riscrivo.
ti dicevo che la consapevolezza di sé è una delle cose primarie che sto cercando di formare in mio figlio; la comunicazione è iniziata con lui fin da quando era nel mio grembo. Ma ora mio figlio sembra non voler più parlare, sfogarsi, raccontare ciò che prova. Proprio ora che ne avrebbe credo più bisogno, si ritrae alle domande come fossero interrogatori e si chiude. Quello che so è che non può "scegliere" tra me e suo padre, questo mi ha detto, aggiungendo che ama tutti e due. E questo fa comprendere il suo già elevato equilibrio, credo.
Ma come faccio io sola a dargli ciò di cui ha bisogno? Non dovrebbe identificarsi in una figura maschile positiva? Per questi motivi, e perché credo profondamente nel valore della famiglia, mi sto ancora macerando nella necessità di fare di me una "crocerossina" che salva suo padre da se stesso, cosa che ovviamente è lontana dalla realtà.
A gennaio inizierò un percorso di aiuto e forse ne avrà bisogno anche mio figlio, dato che il padre vorrebbe già "esibirlo" alla nuova donna...questo mi fa profondamente male, in considerazione del fatto che mio marito è stato anche un mese senza venire a trovare suo figlio, ha saltato il suo compleanno, non è andato una volta a parlare a scuola con le maestre, non si è presentato alla recita di Natale...
lui "doveva lavorare", ma prima di tutto questo lui non era così, era un padre premuroso e presente.

merinica ha detto...

cristina, il silenzio di tuo figlio è comprensibile e va rispettato: è evidente la sua difficoltà a gestire i suoi affetti separatamente, è un'esperienza nuova, ma se sostenuto nello sforzo può farcela e senza bisogno di sentirsi crocerossine: i bambini sono molto più plastici di noi adulti e si adattano più facilmente, ma non sopportano le finzioni e le ipocrisie. dunque va bene il percorso che intendi intraprendere, credo possa aiutarti a guardare la situazione da diverse angolazioni e a gestire la lacerazione, tua e di tuo figlio.
in bocca al lupo

Simona ha detto...

E quando si ha una madre narcisita? Forse è questa la malattia di mia madre. E' tutta la vita che cerco di sopravvivere..prima cercando di assecondarla in tutti i suoi desideri. Adesso cercando di fuggire dalla sua rabbia, invidia, tremenda depressione quando io e mia figlia (la sua nipotina) non siamo a sua "disposizione" e facciamo semplicemente la nostra vita.
Anche dirle che sto a casa ad accudire la mia bimba malata le fa scattare la rabbia, perchè per quel giorno non può vedere sua nipote. Devo difendermi e difendere mia figlia. Ma come? dopo tre anni di mia psicoterapia, la sua rabbia mi fa ancora paura e le sue parole di disprezzo mi feriscono sempre...

Anonimo ha detto...

Me l'hanno appena diagnosticata...
Sono totalmente conscio di averla e addirittura mi compiaccio delle caratteristiche insite un una personalità come la mia.
Mi sa che la questione è grave..

Anonimo ha detto...

logica, direi...

angela ha detto...

Cara Merinica, complimenti e bravissima per l'esplicazione assolutamente efficace del disturbo narcisistico di personalità. Lo proporrei per qualche manuale psichiatrico nuovo, ovviamente diverso dal noto DSM V.
È la migliore versione del disturbo che abbia letto finora.
Sono una psicoterapeuta, probabilmente siamo colleghe, e ti ringrazio moltissimo del capolavoro offerto a tutti.
Ti suggerirei di rendere pubblica la tua poetica e concreta diagnosi.
Grazie Angela

Anonimo ha detto...

Ciao Merinica,
non so se sei una psicologa ma la tua definizione di disturbo narcisista di personalità è esauriente e di grande aiuto per chi ha avuto a che fare con persone del genere.
Quello che mi chiedevo invece è come sia possibile che il mio ex, pur non avendo avuto grossi traumi infantili, è cosi!? Ha una famiglia meravigliosa, un padre e una madre che io conosco bene, uniti e sempre presenti nella vita dei figli, eppure lui manifesta un odio atroce nei confronti della madre e di conseguenza anche delle donne. E' invidioso di chiunque, anche dei suoi fratelli...Quindi mi chiedo, come può aver sviluppato una personalità narcisistica se traumi non ne ha avuti?
Grazie
Luna

Pier Pietro Brunelli ha detto...

Complimenti per questo dibattito, credo che vada sviluppato per la nascita di una nuova educazione sentimentale.
Mi permetto di segnalare il blog di Albedo associazione culturale, nel quale come psicoterapeuta coordino un dibattito sul TRAUMA DA NARCISISMO quale effetto della vampirizzazione psicoaffettiva di partner gravemente narcisisti.

http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

Eventualmente può essere pubblicato un link di questo dibattito per solidarietà, approfondimenti e integrazione di intenti.

Un caro saluto

Pier Pietro Brunelli
Pietro.brunelli@fastwebnet.it

Anonimo ha detto...

Scoprire di aver avuto a che fare con un narcisista patologico,è come mettere assieme improvvisamente,come per magia, i pezzetti di un puzzle. Fa male,perchè accade quasi con violenza e ti senti franare sulla tua cecità,ma è solo così che si può recuperare,finalmente illuminare,il senso di tutto quel dolore che nel tempo hai provato,di quell'ambiguità che ti disorientava,di tutti quelli improvvisi abbandoni e ritorni messi in atto con la stessa gelida noncuranza...

Anonimo ha detto...

Dio mio sembra la descrizione del mio ex,all'inizio ne avevo solamente il sospetto xkè cmq a parte chiedermi continuamente conferme sul suo aspetto fisico,e facendosi sempre tremila paranoie sul suo aspetto,soprattutto sul suo naso,non si comportava male.ma dopo 1anno due mesi fa mi ha lasciata xkè"gli mettevo troppa ansia"solo xkè stavo passando un periodo difficile,e da li c siamo sentiti fino a una settimana fa e nn lo riconosco piu,sempre nervoso,aggressivo.. incoerente... contraddittorio.. anche io avevo pensato che fosse tornato a fare uso di coca visto che l'aveva usata qualche volta anni fa.. ma invece ha sicuramente questo disturbo!
Il problema è che io sn ancora innamorata d llui e sto soffrendo le pene dell'inferno.addirittura m sento in colpa io xk magari col mio periodo difficile gli avevo messo davvero ansia... ma sn sicurissima che ha questo disturbo xk nn è possibile ke una persona a 26anni ogni giorno nelle chiamate nn faceva altro che parlare pesantemente del suo aspetto fisico.spero d uscirne.sn disperata.
BlackRose87

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti: mai avrei pensato di trovarmi a scrivere in un dibattito dedicato a questo tema. Ho letto di tutto e di più in questi ultimi due mesi per capire come la mia vita fosse finita in un attimo dopo sei anni. Così all'improvviso a trasloco ufficiale definitivamente terminato; senza spiegazioni con una nuova compagna, importante o meno non sta a me giudicare, già pronta senza un posto dove andare con le valigie fatte senza logica in dieci minuti per strada. Non mi ricordavo nemmeno il numero del taxi. Poi due mesi tremendi a chiedersi a scavare in mille direzioni a guardarsi indietro per ricordare o cercare di ricordare cose che forse avevo fatto finta di non vedere. Subito mi ero posta il problema che non fosse un trauma da storia finita ma prima di arrivare a realizzare che ci fosse di mezzo un disturbo della personalità ci ho messo un po' : loro rubano ma tu lasci che lo facciano e questo si fa fatica a digerire. Io non ho subito collera denigrazione svilimenti anzi nel mio caso solo complimenti progetti e tenerezza e ciò non mi ha fatto sorgere sospetto alcuno. Certo sapevo di avere un compagno fragile, dipendente dalla famiglia ma come tanti che piano piano fanno i loro passi. Mi sembrava ne avesse fatti. Io orfana di entrambi i genitori lui figlio unico portato in palmo di mano. Il metro di giudizio era effettivamente diverso dal suo e forse questo lo ha tenuto legato più a lungo di quanto in genere non succeda. Copione sempre uguale nella sua vita: storie lunghe a detta sua sempre serissime di cui non si poteva che parlare bene. Storie pero' molto diverse tra loro: comun denominatore il giudizio di sua madre. L'ho visto poche volte perdere le staffe ma quelle rare volte vedevo una persona trasfigurare che emotivamente faceva una fatica incredibile a tenere il controllo. Non piangeva mai, quando si e' preso la briga di spazzarmi via come un ago di pino sulla spalla della giacca respirava affannosamente e non si e' nemmeno alzato dal letto quando sono uscita di casa. Poi quando sono andata a riprendere le mie cose ha pianto per ore. Io ancora credevo che fosse una situazione malgestita emotivamente con superficialità ed egoismo che aveva tra i suoi tratti ma adesso, a distanza di tempo, credo che fosse una performance da actor studio degna di nota. Comportamenti ben diversi tenuti con interlocutori diversi nelle settimane a seguire. Poi due giorni fa ho capito: non mi ha amata, non ne faccio una colpa a lui ma e' così ora tocca a me. Io non voglio più saper nulla da altri basta, non importa, l'unica persona da cui volevo parole era lui e non sono arrivate; fino a qualche giorno fa sapevo che sarebbe stato comunque tardi, da die giorni so che non sarebbero mai arrivate. Non ha nemmeno lontanamente capito il dolore provocato intorno a lui al suo orto; anche il senso di colpa ostentato con gli amici non convince. L'analisi di due mesi lo ha assolto, per ora, ma da quello che ho letto andare lontano e' un atto di straordinaria forza e consapevolezza che temo non ci sia. Mi dispiace moltissimo comunque. Spero solo di essere arrivata in tempo per non scivolare troppo giù per non permettergli di smontarmi pezzo pezzo da lontano: io non l'ho mai più cercato e solo io so che sforzo ho fatto. Lui invece accerchia e chiede come sto, si sente male e tiene a dire che non torna indietro che non e' il momento che se dovesse accadere sarà pronto all'eventuale rifiuto. E' fermamente convinto che lo rivoglia indietro che Sto arrivando! Cosa ha perso, una persona che aveva colmato i vuoti della sua esistenza. Io non lo rivoglio indietro, io non lo conosco. Grazie a tutti

Anonimo ha detto...

Nell'ultimo pezzo ho digitato male scusate: e' fermamente convinto che lo rivoglia indietro che sa ha perso...

Anonimo ha detto...

i vuoti di un narcisista sono difficili da colmare. in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Nella descrizione del disturbo la cosa che mi colpisce di più e' il passaggio in cui si dice che coloro che sono affetti da tale patologia odiano inconsciamente le persone che desiderano; ma allora in qualche modo le desiderano o le desiderano solo per avere ammirazione? E la terapia riesce a far riconoscere loro, sempre appunto che ci sia, il sentimento veritiero? Avrei anche altre domande: il fatto che dopo la rottura ti facciano avere messaggi tramite altri su cosa sia meglio o non meglio fare, scegliere una vacanza, frequentare altre persone specie se comuni ad entrambi, e' da ricondursi ad una forma di invidia? Ultima domanda che mi ronza in testa da un po' : e' possibile che questi messaggi arrivino su discreta sollecitazione del terapeuta? Questo lo vorrei capire: quando un terapeuta ha in cura un paziente di questo tipo e quindi ben sa che sconvolgimento di chi subisce, ha modo di interagire e come? Grazie spero proprio che qualcuno abbia risposte a riguardo

Anonimo ha detto...

Questo dice agli altri: mi piacerebbe poter credere che almeno un ricordo positivo realmente riconosciuto rimanga ma temo di dover accettare che non sia così ; la lenta e bieca distruzione di me a distanza e' appena cominciata... fa malissimo.

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti, una domanda: ma il blog è attivo?

Anonimo ha detto...

Anche io sono uscita distrutta da una relazione di quattro anni con un mostro.All'inizio non capico niente vedevo dei comportamenti strani ma li attribuivo al fatto che essendo una relazione clandestina la nostra, ed essendo lui legato ad una donna molto gelosa ed insicura,pensavo che la sua fosse solo paura di essere scoperto.Ma piu' passava il tempo piu' lo schifo aumentava, atteggiamenti di superficialita', spariva e riappariva dalla mia vita come gli faceva comodo,tutto finalizzato a rutelare se stesso e le sue priorita' senza minimamente considerare i miei sentimenti.La goccia che ha fatto traboccare il vaso e' Stata quando dopo una
Litigata con la donna con cui vive aveva setto che l'avrebbe lasciata definitivamente,cosa che naturalmente non ha fatto anzi pretendeva che io mi facessi da parte per il tempo necessario affinche' lui potesse tranquillizzarla, si e'addirrittura inventato che lei avesse il cancro, sostenendo nello stesso momento che lei fosse incinta, essendosi pero' dimenticato di avermi mostrato il suo spermiogramma che nn lasciava scampo a testimoniare la sua totale infertilita'.L'ho mandato a quel paese da 3 mesi e ancira non si rassegna,capito con che essere viscido ho avuto a che fare?

Lili ha detto...

Ciao a tutti.anche io sono stata con un uomo per 5 mesi con questo disturbo di personalità ed è stato devastante, sono andata via da lui tre volte perchè scoprivo continuamente che flirtava con altre donne.la descrizione di lulu è IDENTICA a quello che è successo a me.mi aveva promesso figli, un matrimonio, il suo cuore.ne sono uscita davvero a pezzi, e quella insultata sono stata io, mi ha accusato di non saper affrontare i problemi, di scappare, sostengo chiunque ne stia uscendo.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
nella descrizione fatta credo di riconoscere il padre di mio marito. A causa sua ci stavamo lasciando, mio marito è un ragazzo splendido che viene continuamente e costantemente umiliato e violentato psicologicamente da questo signore che non avendo alcun rispetto per suo figlio non è ha neanche per me. Mio suocero ha coperto per lungo tempo un incarico importante, parla di se stesso come se fosse il messia, non è in grado di ascoltare, rifiuta ogni genere di confronto se non con chi a suo avviso merita la sua attenzione. E' ossessionato dalla salute (sostiene che ammalarsi sia una colpa,una propria responsabilità)e dalla forma fisica. Una volta mi ha detto che gli obesi andrebbero puniti e emarginati perche un danno per la società. E' insonne, si intossica di Tv e web nella continua ricerca di informazioni su temi alimentari e salutistici,diventa aggressivo (solo però con chi può farlo)se lo si contraddice. Da consigli (così li chiama lui) su ogni genere di cosa e in maniera continua: alimentazione, sport, abbigliamento, soldi, cura della persona ecc. A mio marito (e a sua madre) non fà altro che ripetere che è un fallito, un demente, un inetto e purtroppo per molto tempo ha creduto di esserlo. Per fortuna da quando abbiamo avuto il bimbo riesce a ribellarsi un pochino di più (gli ripeto continuamente che suo padre è malato e lo sprono a non tenersi tutto dentro).Purtroppo ogni volta che si ribella, lui gli risponde facendo l'elenco di tutto ciò che ha fatto sopratutto economicamente e gli ricorda tutti i suoi errori anche quelli più banali che si fanno da ragazzi. A causa sua ho sofferto di attacchi di panico che mi comparivano ogni volta che veniva con sua moglie a farmi visita quando è nato il mio bambino. Veniva quando suo figlio era a lavoro, mi ossessionava (e lo fà tutt'ora) guardava nel frigo, i nostri documenti, i nostri conti dicendomi di stare attenta, che suo figlio è un incapace che avrebbe perso il lavoro (lavora nello stesso posto con mansioni diverse) che finiremo in mezzo a una strada, che a causa della sua golosità è destinato ad ammalarsi e si arrabbia con me ogni qual volta gli rispondo che ho stima di suo figlio e che mi piace così com'è. Con gli estranei si prodiga, è generosissimo, chiedono la sua consulenza e tutti lo stimano e lo ammirano. Quando stiamo a tavola in maniera sistematica parla sempre e solo delle stesse cose, ovvero grasso e salute. Non gli importa nulla se gli altri si stufano o non lo stanno a sentire, lui comunque continua a fare il suo monologo dove però non sono accettate opinioni diverse dalle sue. Mi sono rassegnata perchè tanto non ci sono soluzioni, ormai la follia è diventata normalità, le ho provate tutte ma credetemi sono costretta a farmi umiliare, nessuno si ribella e nessuno ha voglia di fare nulla, in famiglia ne parlano, si lamentano, ma poi accettano.Ho troncato per un po di tempo ogni genere di rapporto ma la mamma di mio marito è stata male per la situazione e non sono stata educata all'indifferenza, tutt'altro. Ma molte volte proprio come stasera mi chiedo : ma quest' uomo è veramente folle? narciso? e se invece fosse spaventosamente lucido??? Grazie

Anonimo ha detto...

Merinica mi piacerebbe sapere il tuo parere, secondo te è possibile che mio suocero soffra di questo disturbo???

Anonimo ha detto...

Mi emoziona il modo in cui hai motivato la pubblicazione di questo post. Me lo sono domandato anch'io se prendere le distanze dal narcisista o dal manuale...come dire "rimanere chiusi fuori o chiusi dentro?" in un certo senso. Grazie.
Lisa

Anonimo ha detto...

ciao a tutti,
è da un pò che mi balena l'idea di avere a che fare con un narcisista, ma puntualmente il mio cervello resetta tutto e ricomincia da capo, dando inconsciamente un'altra possibilità. Scrivo perchè mi sento vittima di un circolo vizioso di cui per prima mi sento responsabile, ma da cui non riesco ad uscire. Vivo una relazione/convivenza da 4 anni con un uomo molto determinato a diventare "qualcuno" sentendosi già “qualcuno” tutto bene anzi diciamo che tra gli aspetti che inizialmente mi son piaciuti di lui c’è anche la determinazione e l’impegno mostrato per il lavoro. Ho capito che per perseguire i suoi obiettivi non guarda in faccia nessuno e denigra tutti gli altri (me compresa) escluse le persone vicine al suo ambito professionale, diciamo una sorta di modelli da raggiungere il cui giudizio varia in base al comportamento di questi ultimi nei suoi confronti.
Il ns. rapporto va benissimo fin quando lo assecondo e lo sostengo laddove dovessi esprimere un mio parere discordante inizia ad insultarmi ad invitarmi a tacere ed a dire di frequentare persone di basso livello come gli amici che ho, se io insisto arriva anche a manifestare una rabbia che mi fa paura ma dalla quale non mi sottraggo. Io ho 36 anni sono caruccia ho un lavoro che mi gratifica, una bella famiglia alle spalle e soprattutto tanti amici che mi vogliono bene, diciamo che non mi manca niente. Ringrazio la mia autostima perché altrimenti ad oggi sarei crollata ma se scrivo è perché ho paura di non riuscire a gestire questa situazione. E’ una persona che io ho sempre sostenuto moralmente ed anche economicamente, ho rinunciato a tante cose ho sorvolato su tante parole cattive dette nei miei confronti attribuendo questo suo modo ad un periodo di stress ed insoddisfazione che cercavo di colmare in tutti i modi fino a quando ho deciso di smettere visto che non ho mai ricevuto un cenno di gratitudine o una parola di conforto rispetto ai miei problemi anzi solo parolacce. Si perché credo che uno degli aspetti che caratterista i narcisisti sia il fatto che esistano solo i propri problemi ma non solo problemi, parlo anche di gioie o cose importanti, insomma esiste solo il suo mondo che ha la priorità su tutto e quando io cerco di manifestare qualcosa lui non mi ascolta e se insisto e glielo faccio notare vengo considerata un ostacolo “al raggiungimento” dei suoi obiettivi o semplicemente una rottura di c... Ogni volta che gli faccio notare qualcosa che non va mi accusa di essere bugiarda perché lui fa tutto per me ed io non apprezzo e non vedo niente, mi accusa di dirmi sempre che mi ama (a differenza mia) ma dimentica che il suo ti amo è seguito da: stai zitta cretina ed altre offese con parole e gesti che per quanto io possa amarlo mi fanno perdere spontaneità. E’ come se con quella parolina magica: ti amo si sollevasse la coscienza…non mi ascolta è evidentemente seccato dalle cose che dico anche se nega…vi faccio un esempio stupido è da 4 anni che cerco di dirgli che io la bicicletta non la so portare perché da piccolina cadevo sempre e lui cosa mi dice?? Amò ho pensato che sistemo la bici così ci facciamo delle belle passeggiate… sembrerà banale ma questo significa non ascoltare ed io oggi è vero che parlo da sola perché mi sento sola …

Anonimo ha detto...

Tutto corretto. Tranne la scelta della "vittima". Il narcisista cerca il meglio per sè.. quindi non vuole persone deboli.
Alla fine della relazione la vittima è debole... perchè ha dato tutto.. proprio perchè è forte.

Consiglio per le vittime: capita la situazione e il perchè dei comportamenti dell'altro... dovete capire anche perchè non riuscite a staccarvi.

Si tratta di una ferita narcisista che avete anche voi... da curare. Informartevi e troverete le risposte.

Saluti da chi ci è passato e quasi uscito!

Anonimo ha detto...

Salve,

ho frequentato per qualche mese una donna molto piacevole, bella esteriormente, di intelligenza superiore, emancipata, socievole, amorevole, sensuale... insomma non sembrava mancarle niente, lavoretti saltuari perché godente di una situazione che, evidentemente, le permette una vita rilassata dal punto di vista lavorativo, un matrimonio fallito ad un passo dall'altare, un lutto familiare e poi una dedizione all'alcool che non e' solo, a mio parere, un modo per divertirsi ma, piuttosto, per essere accettati o per nascondere quel che non piace di se' stessi.
All'inizio tutte rose e fiori, anzi, io impaurito dall'essere amato a quel modo, mai sentito così amato e desiderato in tutti i sensi, piacevoli passeggiate, piacevoli serate in casa, piacevolissime discussioni, un gran senso dello humor... le cose sono cominciate ad andar male quando non ero d'accordo col suo stile di vita, il bicchiere prima di tutto senza badare alle conseguenze che puntualmente sfociavano in eccessive manifestazioni umorali, dall'allegro al violento (verbale) da cui la mia reticenza ad avallare tali comportamenti e da qui in poi mi sono trovato un nemico pronto in ogni momento ad attaccare e, sopra tutto, a mentire spudoratamente nella convinzione di essere sempre nel giusto (tutti i caratteri di un bugiardo patologico), io ho cominciato a sentirmi colpevole delle accuse mosse ed a scusarmi o cercare di appianare ma da li in poi il declino sempre più veloce ed il ritorno di fiamma, anch'esso negato di fronte alla palese e pubblica evidenza, di chi, al contrario di me, non solo cercava di limitare le conseguenze di uno stile di vita non propriamente "salubre" ma addirittura lo avalla essendone un assertore.

Per farla breve, a cosa finita e dopo aver letto tanto in proposito sia alla sindrome di Munchausen che al narcisismo credo di poter essere tranquillamente stato vittima di una personalità del genere, ad avvalorare la tesi, proprio leggendo quanto sopra, il ricordo di lei che mi diceva come un suo ex (l'ennesimo) fosse diventato tale quasi proprio perché giudicava la sua cerchia di amici come persone di poco valore morale (dediti all'alcool e cose simili).

Difficile accettare una simile rottura tanto più trattarsi di una persona realmente eccezionale ma che non vuole e mai accetterà essere vittima di una condizione che non riconosce, anzi, di una serie di condizioni tra cui la dedizione all'alcool, la bugia come regola, il narcisismo che la porta a frequentare solo chi la assecondi ed aggredire chi non lo fa... e' dura ma credo la soluzione sia staccare, allo stesso momento e' difficile "abbandonare" una persona che si e' amata ma credo sia proprio quello il loro scopo, tenerci sempre per i capelli...

Saluti a tutti

Islander_68