martedì, febbraio 19, 2008
mercoledì, febbraio 13, 2008
domenica, febbraio 03, 2008
venerdì, febbraio 01, 2008
I GRACCHI DI CEPPALONI
Storia di un giornale di partito e di una "bella famiglia come le altre", raccontata dal Direttore del Corriere d'Italia, Mauro Montanari.
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo
hanno due figli, Elio e Pellegrino.
Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia
come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito
di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in
quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da
anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte
nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giorna-le come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il
Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi,
che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete
ancora voi. Che farà?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un
giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di
dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha
fatto. Un contratto da 40mila euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella
Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti,
opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete.
Che c'entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioniantidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti
dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila
euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra
Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu
beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula
Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di
amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci
faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli,
quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale.
Le destinazioni.
Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi
biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per
Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a
raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo
nell'aprile del 2006. Da allora - assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a
carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del
magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a
Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai
conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a
cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei
controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo
ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro
per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati
tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di
Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo
(sorella di Alessandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale
Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne
(4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per
duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un
metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a
Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella
con il parco intorno e con la piscina a
forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale
Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata
affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d'assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.
THANKS TO TAM TAM PIPOL!
martedì, gennaio 29, 2008
domenica, gennaio 27, 2008
...ma le preghierine in chiesa proprio no, eh?

Il cardinal Javier Lozano Barragàn, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), ha tenuto una lectio magistralis, venerdì 18 gennaio, a Verona, nella sede della multinazionale farmaceutica Glaxo.
Sembra la scena di un film di Buñuel o, chissà, di un commedia di Ionesco, ma è l’Italia di inizio millennio: sopra la realtà, in pieno assurdo.
Tema della lectio: cosa sia la salute. Fin da qui – dal titolo, voglio dire – si può intuire che la scena è costruita su un errore che sarebbe grave pure nella traduzione di un liceale, e immagino sia andata così: per fare gli scicchettoni, i manager della Glaxo avranno fatto un invito a Sua Eminenza in latino, e avranno tradotto “salute” con “salus”; e voilà, Sua Eminenza arriva a Verona e scacazza la sua pastorale sul benessere dell’anima.
Da salvaguardare con qualche particolare droga dello spirito.
Prodotto di sintesi.
Protetto da diritti.
In regime di monopolio.
(posted by malvino, the best!)
venerdì, gennaio 25, 2008
GOVERNO? NIENTE PAURA, VINCI...!

A parte che ieri sera ho incontrato il sindaco, il buon Giovanni, che mi ha detto che andava Napoli per una riunione con altri sindaci della provincia per vedere se si riusciva a trovare qualche altro posticino fuori regione dove dirottare la nostra monnezza;
a parte aver spento televisori e radio e acceso il vecchio e amato Technics per ascoltare un pò di sano vinile (ora stanno girando i solchi di 'Cammina, cammina', Pino Daniele classe '77);
a parte una notte trascorsa tra nostalgie e sogni;
a parte l'anima vintage di questi giorni,
a parte tutto, ma proprio tutto...
mi va di urlare con il buon Liga
NIENTE PAURA!
A parte che gli anni passano
per non ripassare più
e il cielo promette di tutto
ma resta nascosto lì dietro il suo blu
ed anche le donne passano
qualcuna anche per di qua
qualcuna ci ha messo un minuto
qualcuna è partita ma non se ne va
niente paura
niente paura
niente paura
ci pensa la vita
mi han detto così
niente paura
niente paura
niente paura
si vede la luna perfino da qui
a parte che ho ancora il vomito
per quello che riescono a dire
non so se son peggio le balle
oppure le facce che riescono a fare
a parte che i sogni passano
se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi
altri hai dovuto vederli finire
niente paura
niente paura
niente paura
ci pensa la vita
mi han detto così
niente paura
niente paura
niente paura
si vede la luna perfino da qui
tira sempre un vento
che non cambia niente
mentre cambia tutto
sembra aria di tempesta
senti un po’ che vento
forse cambia niente
certo cambia tutto
sembra aria bella fresca
a parte che i tempi stringono
e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia
e avresti potuto vivere al mare
ed anche le stelle cadono
alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi
te ne rimangono fuori altri cento
niente paura
niente paura
niente paura
ci pensa la vita
mi han detto così
niente paura
niente paura
niente paura
si vede la luna perfino da qui
domenica, gennaio 20, 2008
Munnezza concept
E' da un pò di giorni che via delle Rose è diventata un incubo: cumuli di immondizia si riversano sul marciapiede in più punti e anche la mia musica rischia di cambiare: in un momento di feroce autofustigazione ho aperto le orecchie a Tonino Colombo, neomelodico d.o.c. very trash, adorato dalle mie alunne: fantastico.
Il sindaco non dorme la notte, così dicono i suoi biografi, e intanto sposta i cumuli di spazzatura dal cassonetto che si trova all'entrata della scuola a quello che si trova cento metri più su: ma è giusto, anche l'occhio e il naso vogliono la loro parte.
Tuttavia, come dice De Crescenzo, tanta 'munnezza' è segno di ricchezza' ed è straordinario verificare come effettivamente la gente, in barba ai mutui e alle rate, abbia già cominciato le pulizie di Pasqua (forse è la voglia di Resurrezione...) e a ristrutturare casa: dallo stenditoio alla poltrona, dal materasso alla scrivania, dalla parabolica al fornetto a microonde, insomma con un cassonetto vi potreste arredare un monolocale o un loft; il tutto è colorato dai variopinti sacchetti conad-alvi-dico-treesse che fanno molto Carnevale.
Ignoranti? Incolti? Sempliciotti? Affatto. I miei migliori amici e colleghi (gente che ha studiato, che ha la 'laura', ambientalisti ed escursionisti, esperti della scuola, cristiani praticanti, priori e ministranti) non riciclano perchè in veranda non hanno spazio o perchè non hanno il tempo, o perchè 'tanto poi quelli di penisolaverde la mischiano'. Per loro la libertà è un concetto relativo, non finisce quando inizia quella dell'altro, ma solo quando inizia quella del papa.
A voi cari amici una lezione di Maurizio Pallante (by grillo blog)

