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martedì, febbraio 05, 2008

DENUNCIATELI!

Mi associo al post di Metilparaben: è proprio una vergogna! Siamo ormai un paese dove legge di stato è solo la volontà del papa; altro che 60° compleanno della Costituzione Italiana! Ahimè, prepariamoci a festeggiarne il funerale...

La Stampa di oggi racconta l'odissea notturna di una donna che cerca inutilmente di farsi prescrivere la pillola del giorno dopo, compiendo una vera e propria via crucis negli ospedali romani e ottenendo in risposta una interminabile serie di dinieghi, motivati dall'obiezione di coscienza dei vari medici di turno.
Stante il fatto che questa stucchevole tiritera, a quanto risulta, si ripete continuamente in numerosi ospedali italiani, mi corre l'obbligo di ricordare che la pillola del giorno dopo non è un presidio abortivo, e che la legge 194/78 prevede la possibilità dell'obiezione di coscienza esclusivamente nel caso di interruzione di gravidanza.
Tanto premesso, invito le donne che dovessero vedersi rifiutata la prescrizione della pillola del giorno dopo a seguire i suggerimenti che seguono:

  1. farsi sempre registrare all’entrata del Pronto Soccorso;
  2. chiedere al personale medico e infermieristico con cui vengono in contatto di qualificarsi;
  3. se viene detto loro che il ginecologo di turno non può riceverle, chiedere cosa glielo impedisce e farsi dare le sue generalità complete;
  4. farsi rilasciare una cartella di Pronto Soccorso contenente i motivi della mancata prescrizione;
  5. in caso di non adesione del personale ospedaliero alle legittime richieste di cui ai punti precedenti, chiamare immediatamente le forze dell’ordine e denunciare l'accaduto sul posto e in loro presenza.
Una volta ottenuti questi dati sarà possibile denunciare il medico che non ha voluto prescrivere la pillola del giorno dopo dichiarandosi obiettore (già che ci sono, aggiungo che identica misura può essere adottata nei confronti dei farmacisti che si rifiutano di venderla).
Qua tutte le informazioni; qua e qua i modelli da utilizzare per le denunce.

domenica, gennaio 27, 2008

...ma le preghierine in chiesa proprio no, eh?



Il cardinal Javier Lozano Barragàn, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute)
, ha tenuto una lectio magistralis, venerdì 18 gennaio, a Verona, nella sede della multinazionale farmaceutica Glaxo.
Sembra la scena di un film di Buñuel o, chissà, di un commedia di Ionesco, ma è l’Italia di inizio millennio: sopra la realtà, in pieno assurdo.
Tema della lectio: cosa sia la salute. Fin da qui – dal titolo, voglio dire – si può intuire che la scena è costruita su un errore che sarebbe grave pure nella traduzione di un liceale, e immagino sia andata così: per fare gli scicchettoni, i manager della Glaxo avranno fatto un invito a Sua Eminenza in latino, e avranno tradotto “salute” con “salus”; e voilà, Sua Eminenza arriva a Verona e scacazza la sua pastorale sul benessere dell’anima.
Da salvaguardare con qualche particolare droga dello spirito.
Prodotto di sintesi.

Protetto da diritti.
In regime di monopolio.

(posted by malvino, the best!)

giovedì, gennaio 17, 2008

dal blog di BEPPE GRILLO

La lettera di Marco Travaglio:

"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?."

Marco Travaglio

VERSIO MAGISTRALIS...

malvino thanks a lot!
Ma com’è buono questo padrone!

Fate la prova. Andate sul sito on line della Santa Sede, dopo aver aperto una pagina di Microsoft Office Word. Fate l’indirivieni: copia-incollate tutto ciò che un papa riesce a scrivere in un solo mese tra discorsi, messaggi e omelie; non sarà difficile che becchiate pure – a culo – un’enciclica, una lectio magistralis o un motu proprio. Ripetete l’operazione, pigliando altri 2 mesi, a caso, tra i 34 di quest’ultimo papato. Ora, da Strumenti, accedete alla funzione Conteggio parole, e dividete per 3 il numero dei Caratteri (spazi inclusi), e per 30 quello che ne viene.
Fatto? Visto? Joseph Ratzinger viaggia alla ragguardevole media di 40.000 battute (spazi inclusi) al giorno. Il grafomane ingenuo cadrà in estasi, fulminato dal sentimento ambiguo che è il torciglio di invidia e venerazione. Ma l’umile artigiano della scrittura – faccio per dire, un blogger – sa bene, a priori e a posteriori, che è impossibile mantenere quella media per un umano; e che (delle due, una) Benedetto XVI ha una dozzina di ghost-writers, o s’impasticca di brutto e scrive pure quando piscia, scrive pure quando dorme, o non dorme mai.
Sennò, il tempo per sfogliare il Catalogo di Euroclero primavera-estate 2008? E due chiacchiere con Georg, piluccando dallo stesso grappolo d’uva, occhi negli occhi? Impossibile: Benedetto XVI ha una dozzina di ghost-writers.

Il che pone una domanda: per un discorso così importante come quello da tenere all’Università La Sapienza – per un discorso diventato importante giorno dopo giorno – secondo voi c’era una sola versione? E quella che è diffusa ora – dopo che Benedetto XVI ha rinunciato a pronunciare in loco il discorso (o, piuttosto, la lectio magistralis) – che versione è?
Potendo scegliere tra un minimo di 4 versioni, mi pare ragionevole credere che sia quella dal registro più appropriato alla contingenza, un incantevole caleidoscopio di ipocrisia e vittimismo: penso sia stata scelta la versione da personcina mite e buona cui sia stato fatto un torto odioso e ripugnante. Al ghost-writer che l’ha scritta è stata data la seguente traccia: tanto buonsenso, nonostante l’oltraggio, grave quanto lo schiaffo di Anagni.
La leggo, infatti, e mi chiedo: ma dov’è quel celeste figlio di puttana che ha scritto la Dominus Jesus? Dov’è l’arrogante penna da Prefetto del Sant’Offizio che minacciava gli eretici della Teologia della Liberazione e stigmatizzava il grave disordine morale degli omosessuali? Dov’è il registro di chi si sentiva in missione per conto di Dio nell’insabbiare gli abusi sessuali del clero su centinaia di minori? Manco l’ombra: questo Ratzinger è ‘nu babà.
Sì, vabbe’, fa sempre il padrone. Ma com’è buono questo padrone!

by malvino.ilcannocchiale.it

martedì, agosto 21, 2007

che la chiesa sappia...

«si può ingannare alcuni per tutto il tempo e tutti per qualche tempo, ma non si può mai ingannare tutti per tutto il tempo»

Marco Salvia da l'UNITA' del 19 agosto 2007

venerdì, giugno 01, 2007

Ancora censure...


Leggo da un post di Stefano Ricci su Bispensiero ancora una storia di censura. La puntata di ieri di annozero ha dimostrato una cosa importante, che la rete è (ancora...) libera, democratica e con un forte senso civico che riscatta la viscerale ipocrisia italiana. Questa volta la censura si abbatte sul video musicale con Elio e le Storie Tese, Madaski degli Africa Unite e la rockband Cayorosso, censurato dalle televisioni musicali a causa di un piccolo cammeo in cui si ironizza sul segno della croce. Forse il miglior video del 2007, primo in classifica sul Match Music e oggetto di lezioni di semiologia del cinema all'università di Padova, è scomparso nel nulla per il timore di qualche direttore artistico di recare offesa a qualche potente bigotto.... Lo potete vedere a questo indirizzo

http://dailymotion.alice.it/swf/1Z4MRteZzBdIScOWW